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Saluto del Presidente

  Sport: una parola di pochissime lettere, ma permettetemi di dire con un valore immenso. Scuola di vita fatta di rispetto delle regole, dell'avversario, del diverso colore di pelle che è un patrimonio e non un'offesa. Sport, nel nostro mondo significa anche volontariato. Ore dedicate all'educazione anche di una parte importante dell'umanità: quelle giovani generazioni che sono chiamate a prendere il timone e che si alternano senza soluzione di continuità. Sport significa cultura: quella con la "C" maiuscola, fatta di aggregazione,di integrazione, di solidarietà, di vittorie ma anche di sconfitte.

Siedo sul posto di un grande predecessore, un vero signore. Quel Mario Agosti, primo Presidente del CONI di Pordenone, campione italiano del giavellotto negli anni Trenta che i giovani non hanno avuto l'onore di conoscere personalmente, ma che ha lasciato un testamento che non conosce l'ossido del tempo che corre.

Lui che tanto ha vinto sulle pedane dell'intero nostro Stivale, e non solo, aveva un unico credo: "La vittoria è bella, ma non serve poi tanto per crescere. La sconfitta, di contro, è brutta, ma è anche una palestra per crescere, per continuare nell'impegno, per accettare anche quello che nella vita devi affrontare con tutte le tue forze".

Ed è anche sulla scia di questo insegnamento che dobbiamo continuare a lavorare, ad impegnarci per estirpare sul nascere qualsiasi storpiatura. Si chiami essa doping o violenza, incitamento a superare l'avversario in nome del risultato, o insulti nei confronti di chi è chiamato a salvaguardare l'ordine pubblico o la regolarità delle competizioni.

Dobbiamo essere tutti vigili, attenti, convinti che lo sport è un collante molto forte capace di superare qualsiasi barriera politica, culturale o etnica che sia.

Riflettere, riflettere e ancora riflettere senza considerare il bambino, il ragazzo, il giovane come un mezzo per arrivare al potere effimero dato dal sapore dei soldi.

I bambini, soprattutto loro, hanno il diritto di giocare, di divertirsi seguendo delle regole di comportamento preciso. Hanno il diritto di stare insieme, di crescere, di non essere campioni. Hanno il diritto di essere se stessi, sempre - però - sapendo che non sono soli. Che dietro di loro ci sono persone che li seguono con passione. Dirigenti e Allenatori che vanno rispettati per quello che incondizionatamente danno giorno dopo giorno.

Vincere con sotterfugi, al di fuori delle regole, senza il rispetto nei confronti dell'avversario, è effimero. Bisogna saper ascoltare il cuore, la coscienza, alle quali non puoi barare.

Ecco allora che in qualità di massimo esponente dello Sport provinciale, nell'augurare le più grandi soddisfazioni ed il raggiungimento dei più ambiti traguardi sportivi, chiedo a Voi amici Dirigenti che siete il vero motore dello Sport, di non abbassare mai la guardia. Di continuare nell’impegno leale e a stigmatizzare qualsiasi atteggiamento atto a ledere la dignità altrui. Solo in questo modo sono convinto si possa parlare di sport con la “S” maiuscola e di continuare sempre a testa alta, anche nei momenti di difficoltà.

GRAZIE e BUON LAVORO.

IL PRESIDENTE

Lorenzo Cella